Era lì, seduta sopra l’ amplificatore e provava e riprovava, era insicura come me. Monica aveva i capelli lunghi e ricci era alta e snella, vestiva Gipsy era una Dea, tutti vedevano in lei la luce .
Era autunno ero al liceo, una stupida dark con i capelli rasati e sempre vestita di nero che odia il mondo, amavo la pioggia e stranamente pioveva sempre.
Era il periodo più complicato che dovessi affrontare eppure c’era la luce, c’era Monica.
Avevamo convinto mia madre, la genitrice, che andavo a casa del maestro di musica per fare lezioni di catechismo collegate ovviamente ad un progetto della chiesa. Il Signor Grigio non so come aveva capito che qualcosa non andava bene a casa… lui è sua moglie avevano altri figli e con la scusa aveva chiesto a mia madre di farmi andare da loro due pomeriggi a settimana per dei lavori della chiesa.
Non sono mai stata molto sveglia, all’inizio pensavo ad un complotto, loro mi trattavano bene, erano gentili e ogni volta c’erano dolci e andavamo in cantina a cantare e suonare…
Io amo la musica rock, in quella cantina si suonava il Rock degli anni d’oro, Aerosmith, Queen e Pink Floyd… ero finalmente felice, facevo da cantante e corista.
A volte compariva Monica, io restavo in disparte, non parlavo molto, lei mi guardava e sorrideva… era più grande di me, eppure io sapevo che sapeva.
Comprendere a 16 anni di provare sentimenti e sensazioni verso un altra donna è difficile, per me era normale.
Un giorno ci disse che smetteva era incinta, io ero stupita, eppure con tutti i nostri discorsi, le coccole e già i baci. Aveva anche un ragazzo, si sarebbero sposati, questa fu la prima delusione della mia vita.