La connessione

Ciao Amica mia, sono proprio felice che tu sia passata anche oggi, volevo raccontarti una cosa che mi è venuta in mente questa stamattina.

Ho avuto un incubo anche stanotte, essere costretta in questa casa mi ricorda i giorni che ho passato qui.

Essere così fragile e debole mi rende ancora più repellente a questa situazione.

Vorrei urlare al mondo di ribellarsi alle umiliazioni e di denunciare le violenze, poi ripenso a tutto quello che ho passato e sto passando e sono titubante.

Morirò anche io senza aiuto ???La giustizia farà il suo corso??

Ogni giorno questa domanda mi assale.

Quando ero bambina ero convinta che un supereroe mi salvasse la vita prima o poi…

Crescendo ho capito di essere io il mio supereroe.

Come le rondini

Ogni giorno andando verso la scuola mi ripromettevo che se avessi avuto la possibilità lo avrei fatto,mi mettevo puntualmente qualche indumento da parte ad ogni lavatrice asciutta e riordinando, ogni volta dividevo il cambio per circa 5 giorni.

Nella mia testa pensavo che per andare via di casa e restare sempre in ordine bisognasse avere un cambio di 5 giorni.

Le scarpe potevo tenere sempre le stesse,ovviamente anche la giacca il difficile era trovare un posto per nascondersi.

All’inizio avevo pensato di andare da nonna, ma col tempo avevo cambiato idea… sarebbero tornati a prendermi e mi avrebbero riempito di botte.

Col tempo avevo vagliato diverse opzioni la più semplice era andare sotto un ponte, ma era già occupato dalla tossina del paese ed io non è che non volessi fargli compagnia, ma avevo altre ambizioni.

Alla fine le botte me le prendevo tutti giorni e il tempo passava ed io comunque studiavo ed andavo avanti ed i progetti macinavano nella testa.

Compiuti i 18anni andare via insieme alle rondini …

La prima cotta

Era lì, seduta sopra l’ amplificatore e provava e riprovava, era insicura come me. Monica aveva i capelli lunghi e ricci era alta e snella, vestiva Gipsy era una Dea, tutti vedevano in lei la luce .

Era autunno ero al liceo, una stupida dark con i capelli rasati e sempre vestita di nero che odia il mondo, amavo la pioggia e stranamente pioveva sempre.

Era il periodo più complicato che dovessi affrontare eppure c’era la luce, c’era Monica.

Avevamo convinto mia madre, la genitrice, che andavo a casa del maestro di musica per fare lezioni di catechismo collegate ovviamente ad un progetto della chiesa. Il Signor Grigio non so come aveva capito che qualcosa non andava bene a casa… lui è sua moglie avevano altri figli e con la scusa aveva chiesto a mia madre di farmi andare da loro due pomeriggi a settimana per dei lavori della chiesa.

Non sono mai stata molto sveglia, all’inizio pensavo ad un complotto, loro mi trattavano bene, erano gentili e ogni volta c’erano dolci e andavamo in cantina a cantare e suonare…

Io amo la musica rock, in quella cantina si suonava il Rock degli anni d’oro, Aerosmith, Queen e Pink Floyd… ero finalmente felice, facevo da cantante e corista.

A volte compariva Monica, io restavo in disparte, non parlavo molto, lei mi guardava e sorrideva… era più grande di me, eppure io sapevo che sapeva.

Comprendere a 16 anni di provare sentimenti e sensazioni verso un altra donna è difficile, per me era normale.

Un giorno ci disse che smetteva era incinta, io ero stupita, eppure con tutti i nostri discorsi, le coccole e già i baci. Aveva anche un ragazzo, si sarebbero sposati, questa fu la prima delusione della mia vita.

Esprimi un desiderio

Una bambina che desiderio può avere ???

Pensaci, preparo il tè è tu pensa ad un desiderio rosa, confettoso e soprattutto leggero.

Cara amica mia, ehhh ogni notte cercavo di fare bei sogni, iniziavano sempre con me volando, poi mi ritrovavo appesa sui palazzi stile Spiderman saltando tra un terrazzo e l’altro per poi arrivare a casa di mia nonna.

Alcune notti erano molto molto brutte… mi ritrovavo a lottare con un diavolo nudo con cui non potevo competere e quello assomigliava tanto, troppo a mio padre.

Negli anni i sogni mi hanno dato aiuto alla vita… consigliandomi nelle situazioni più difficili

Allora ??? Ci hai pensato ??!! Io desideravo tanto essere adottata, che desiderio triste. Ripensandoci oggi,fa ancora male, ho sempre lo stesso desiderio.

Ti va un tè caldo ??

Ciao anche oggi è piovuto, mi ricordo che quando pioveva gli altri bambini restavano a casa, eppure io ero costretta a fare tutte quelle cose.

Quando tornavo da scuola mangiavo da sola e poi pulivo la casa, c’erano giorni più complicati in cui dovevo oltre pulire fare la spesa e andare dal medico o altre commissioni ero una piccola madre di famiglia.

Ogni giorno era lunghissimo e arrivavo stremata a sera… non mancava giorno in cui non piangessi.

I momenti più belli erano i primi minuti in cui loro uscivano di casa, mi facevo subito un bel tè caldo e mi mettevo a riposare a letto qualche minuto.

Il cuore mi saltava come se mi stesse venendo un infarto… stavano tornando, quello era il moin cui tornavano.

Non piangere

Quando ti dicono di non piangere le lacrime scendono ancora di più e i singhiozzi sono prepotenti e duri in gola quasi a strozzarti.

Quando sei bambina non capisci, le lacrime sembrano fiumi, sono così salate e sembrano infinite. Quando sei adulto pure, anche adesso sorseggiando l’ennesimo tè…

Tu cosa pensi ?? Dicono che piangere sia liberatorio, ma quando ti arriva uno schiaffo in faccia non pensi allo sfogo.

Se per ogni cinghiata che ho preso una lacrima mi avesse liberato dal peso oggi sarei più serena, invece non è così.

Benvenuto

Ciao, sono qui seduta di fronte alla finestra a guardare un altro tramonto e sorrido ammirando le rondini che volano felici. Abbiamo preso coraggio e proveremo a raccontarvi questa storia forse per rendere la vostra quotidianità più leggera, per farvi conoscere altre realtà. Quando ho conosciuto Eva mi sembrava così forte e fortunata, era sempre amata da tutti, lei è così dolce e così testarda… una forza della natura.

Speriamo che vi piaccia il nostro modo di comunicare e che vi pesi un po’ meno questo periodo, che la sua testimonianza possa darvi la forza di affrontare tutto nella vita. Vi abbracciamo con affetto Sara e Eva

Oggi 9 Aprile 2020 non conto più i giorni di quarantena perché l’isolamento ormai fa parte di me… per un attimo un brutto ricordo riaffiora, adesso mi faccio un bel tè nero e ti racconto, ti va?? Ah che sbadata, come mi chiamo?? Sono Eva, che nome vero???!!! Una responsabilità!!! Preparo il tè ed arrivo subito.