Ricordo come adesso la luce entrare attraverso la tenda di taffetà arancione, avevo circa 8 anni un vestitino di jeans e una lunga treccia castana.
Odiavo portare i biscotti sul vassoio d’argento, eppure preparare la frolla era divertente, fare quelle forme precise oppure le torte sempre uguali allo yogurt, ero diventata bravissima.
La teiera portata dal viaggio a Venezia era così pesante, ogni volta ero così attenta e terrorizzata, così ingenuamente paralizzata, soffocavo i respiri fino al tavolo.
Apparecchiavo un ora prima, un profumo di dolce vaniglia colorava la stanza e i muri così rigidi e alti e bianchi mi sembravano quasi alberi. A volte mi sentivo Alice nel paese delle meraviglie a volte mi sentivo ad Auschwitz.
Le voci stridule si appiccicavano ai muri e poi rimbalzavano negli angoli per ore e ore… come in un film dell’orrore, dopo l’ora del tè.
A te piace il tè ???