Una mappa a memoria

Ogni volta che tornavo da casa di nonna, ogni strada era impressa nella mente, non sia mai che lasciassero la porta aperta ed io potessi fuggire. Il piano ogni giorno era lo stesso, me lo ripetevo ogni notte prima di andare a dormire fino a crollare, sudavo e tremavo dalla rabbia accumulata durante il giorno, lunghissimo.

Oggi il tè è finito ho mandato la vicina a comprarlo, sai… amo il karkadè il suo colore è così vivo.

Anche voi andate così a fare la spesa ?? Cioè, dico fate la spesa in cooperazione ?? Cosi non occupiamo il #supermercato, lei doveva comprare altre cose e ha comprato il tè per me.

Mi ricordo quando ero bambina la mia giornata iniziava presto, prima di andare a scuola dovevo andare al market a prendere latte e pane, poi andare a scuola. Un giorno dalla fretta dimenticai di togliere le pantofole e tutti risero di me.

Ogni giorno era una fatica, compiti, lavori domestici e occuparmi della famiglia da piccola era una #prigionia vera e propria.

Quindi ogni sera, piangere mi aiutava a scaricare la tensione e pensare alla mia via d’uscita era l’unica salvezza.

I biscotti sono buoni caldi

Ricordo come adesso la luce entrare attraverso la tenda di taffetà arancione, avevo circa 8 anni un vestitino di jeans e una lunga treccia castana.

Odiavo portare i biscotti sul vassoio d’argento, eppure preparare la frolla era divertente, fare quelle forme precise oppure le torte sempre uguali allo yogurt, ero diventata bravissima.

La teiera portata dal viaggio a Venezia era così pesante, ogni volta ero così attenta e terrorizzata, così ingenuamente paralizzata, soffocavo i respiri fino al tavolo.

Apparecchiavo un ora prima, un profumo di dolce vaniglia colorava la stanza e i muri così rigidi e alti e bianchi mi sembravano quasi alberi. A volte mi sentivo Alice nel paese delle meraviglie a volte mi sentivo ad Auschwitz.

Le voci stridule si appiccicavano ai muri e poi rimbalzavano negli angoli per ore e ore… come in un film dell’orrore, dopo l’ora del tè.

A te piace il tè ???

Benvenuto

Ciao, sono qui seduta di fronte alla finestra a guardare un altro tramonto e sorrido ammirando le rondini che volano felici. Abbiamo preso coraggio e proveremo a raccontarvi questa storia forse per rendere la vostra quotidianità più leggera, per farvi conoscere altre realtà. Quando ho conosciuto Eva mi sembrava così forte e fortunata, era sempre amata da tutti, lei è così dolce e così testarda… una forza della natura.

Speriamo che vi piaccia il nostro modo di comunicare e che vi pesi un po’ meno questo periodo, che la sua testimonianza possa darvi la forza di affrontare tutto nella vita. Vi abbracciamo con affetto Sara e Eva

Oggi 9 Aprile 2020 non conto più i giorni di quarantena perché l’isolamento ormai fa parte di me… per un attimo un brutto ricordo riaffiora, adesso mi faccio un bel tè nero e ti racconto, ti va?? Ah che sbadata, come mi chiamo?? Sono Eva, che nome vero???!!! Una responsabilità!!! Preparo il tè ed arrivo subito.